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La storia

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L’Istituto costituisce l’offerta formativa più ampia dell’istruzione tecnica nella provincia di Macerata, raccogliendo un’utenza da un bacino molto vasto. La popolazione scolastica nei vari anni ha avuto un andamento fluttuante: inizio con 53 iscritti (1958), tocca la punta massima nel 1986 con 815, ed oggi la comunità scolastica è costituita di circa 630 alunni, 80 insegnanti  e trenta non docenti. Il contesto socio-culturale-economico si presenta piuttosto vario, ma con caratterizzazione dal punto di vista lavorativo, fondamentalmente orientato alla piccola impresa, secondo il tipico modello “marchigiano” di sviluppo.

Breve storia

L’Istituto, nato nel 1958 come sezione staccata dell’ITIS di Fermo, con le specializzazioni di Meccanica ed Elettrotecnica, ottenne la sua autonomia giuridico – amministrativa nel 1962. Negli anni successivi, con l’organizzazione degli studi in funzione delle nuove esigenze poste dall’attività industriale, furono introdotti gli indirizzi di Telecomunicazioni ed Informatica, rispettivamente nel 1966 e nel 1969 e nel 1964 fu istituita una sezione staccata a Camerino con il corso di Chimica Industriale. Nel 1983 la scuola è stata intitolata ad Eustachio Divini, ottico ed astronomo settempedano del sec. XVII, costruttore di microscopi e telescopi di notevole qualità.

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[Foto Divini’s Vase Microscope] dal museo Molecular Expressions: images from the Microscope, Research Foundation
dell’Università dello stato della Florida (USA).

Eustachio Divini(1610-1685) – Ottico e sperimentatore

Il felice recupero memoriale della personalità e dell’attività del sanseverinate Eustachio Divini con l’intitolazione dell’Istituto Tecnico Industriale della città natale al suo nome, diversamente dalla esaltazione, sia pure culturalmente valida di cui si nutriva, nel secolo scorso, il municipalistico orgoglio paesano, assume oggi un ampio significato sia per l’occasione che ne consente e ne prolunga, rendendolo abituale, l’uso ufficiale, burocratico, sia, e ancor più, per l’operazione con cui, coerentemente ad una opportuna tendenza attuale, si restituisce ad un minore la dignità di una presenza non inutile, anzi, si direbbe, dialetticamente necessaria nello svolgimento della ricerca scientifica e tecnologica nel vasto campo dell’indagine astronomica lungo la via aperta dalle scoperte e dal pensiero di Galileo Galilei. La personalità di Eustachio Divini va colta non solo e non tanto nel suo appassionato impegno di “artifex” o nelle polemiche con cui fieramente difende l’alta qualità dei suoi telescopi e ne illustra le innovazioni apportate ed i risultati raggiunti, ma più ampiamente nella sua piena partecipazione al vivacissimo clima che caratterizza gli studi astronomici verso la metà del sec. XVII. In questa direzione si muovono alcuni recenti contributi di studiosi italiani e stranieri operanti nell’ambito dell’Istituto di Storia della Scienza di Firenze che hanno indagato, alla luce di antichi e nuovi documenti, sul Divini, sull’ambiente in cui egli operò, sulla validità della sua presenza etc. In particolare va ricordato, per la qualità dell’informazione e dell’analisi, il Divini and Campani di Maria Luisa Righini Bonelli e di Alberto Van Helden edito nel 1981, in cui gli autori, oltre a ricostruire ed a commentare, sulla scorta di documenti inediti rinvenuti nell’archivio Ginori Lisci di Firenze, la vicenda dei “paragoni” che vennero effettuati, vere e proprie gare con tanto di giuria, tra i cannocchiali del Divini e quelli del suo antagonista Campani, ripropongono nelle linee fondamentali la vita e l’attività dei due personaggi.

 (Tratto dal testo del prof. Gualberto Piancatelli)